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Fondotinta illuminante: i pregi rispetto al mat

contouring viso ovale

Tra le tendenze make up che si sono imposte nel 2017 e che continuano ancora oggi, c’è l’effetto della pelle cosiddetto “glow”, ovvero luminoso, che non significa lucido. Una pelle glow, infatti è come illuminata dall’interno, quella che i coreani chiamano “glass skin”, ovvero pelle trasparente e lucida come il vetro. Da ottenere con creme idratanti e con fondotinta coprenti e illuminanti. Ma tutte possono utilizzare un fondotinta illuminante? O per alcune meglio il mat? Dipende molto dal tipo di pelle.

FONDOTINTA ILLUMINANTI

Un fondotinta luminoso è tale perché dotato di tecnologia soft focus, vale a dire con particelle riflettenti la luce e dunque in grado di uniformare l’incarnato minimizzando le imperfezioni. Non sono però adatti a tutte, poiché si adattano bene alle pelli secche, cui donano un effetto glowy che solitamente manca, mentre non sono adatte alle pelli grasse e miste, poiché l’effetto illuminante si potrebbe confondere con l’untuosità della quale solitamente questi incarnati soffrono. Ideali anche i prodotti in polvere, come Master Chrome Metallic Highlighter, l’illuminante dall’effetto luce metallico che usato bagnato genera un finish ancora più metallizzato e riflettente.

FONDOTINTA MAT

Per le pelli grasse e miste l’ideale sono i fondotinta mat, dei fondotinta opachi, studiati apposta per controllare l’effetto lucido delle pelli oleose, facendole apparire vellutate. E solitamente composti da formule non riflettenti e senza componenti oleose, cancellano le lucidità dal volto, soprattutto nella cosiddetta zona T.

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